Danilo Dolci




Danilo Dolci (1924–1997) è stato sociologo, educatore e attivista noto per le sue pratiche non violente. Nato vicino a Trieste, dopo la Seconda guerra mondiale scelse di dedicarsi alla lotta contro povertà, ingiustizia e mafia, trasferendosi in Sicilia.








L’impegno in Sicilia
Negli anni ’50 si stabilì a Partinico e nella Valle del Belice, zone segnate da miseria e disoccupazione. Qui avviò un lavoro costante di mobilitazione e sviluppo comunitario, convinto che il cambiamento dovesse partire dal basso.



Le sue iniziative principali

Scioperi alla rovescia: i disoccupati lavoravano gratuitamente a opere pubbliche per denunciare l’assenza di lavoro e mostrare la propria volontà di contribuire alla comunità.
Denuncia della mafia: Dolci rese pubblici i rapporti tra politica e criminalità, subendo processi e intimidazioni.
Educazione popolare: fondò scuole e centri di studio, promuovendo dialogo, alfabetizzazione e partecipazione civica.



La sua visione
Ispirato alla non violenza di Gandhi, Dolci sosteneva una “democrazia dal basso”, basata sulla collaborazione e sull’autonomia delle comunità.



Opere principali
Banditi a Partinico (1955)
Inchiesta a Palermo (1956)
Inventare il futuro (1968)

Commenti

Post popolari in questo blog

Pedagogia

Pedagogia

Sociologia