Danilo Dolci
L’impegno in Sicilia
Negli anni ’50 si stabilì a Partinico e nella Valle del Belice, zone segnate da miseria e disoccupazione. Qui avviò un lavoro costante di mobilitazione e sviluppo comunitario, convinto che il cambiamento dovesse partire dal basso.
Negli anni ’50 si stabilì a Partinico e nella Valle del Belice, zone segnate da miseria e disoccupazione. Qui avviò un lavoro costante di mobilitazione e sviluppo comunitario, convinto che il cambiamento dovesse partire dal basso.
Le sue iniziative principali
Scioperi alla rovescia: i disoccupati lavoravano gratuitamente a opere pubbliche per denunciare l’assenza di lavoro e mostrare la propria volontà di contribuire alla comunità.
Denuncia della mafia: Dolci rese pubblici i rapporti tra politica e criminalità, subendo processi e intimidazioni.
Educazione popolare: fondò scuole e centri di studio, promuovendo dialogo, alfabetizzazione e partecipazione civica.
La sua visione
Ispirato alla non violenza di Gandhi, Dolci sosteneva una “democrazia dal basso”, basata sulla collaborazione e sull’autonomia delle comunità.
Ispirato alla non violenza di Gandhi, Dolci sosteneva una “democrazia dal basso”, basata sulla collaborazione e sull’autonomia delle comunità.
Opere principali
Banditi a Partinico (1955)
Inchiesta a Palermo (1956)
Inventare il futuro (1968)
Banditi a Partinico (1955)
Inchiesta a Palermo (1956)
Inventare il futuro (1968)

Commenti
Posta un commento