Pedagogia

 La riforma scolastica teresio-giuseppina



--> Tra il Settecento e l’Ottocento le monarchie europee avviarono una riforma profonda dell’istruzione. Dopo l’espulsione dei gesuiti, bisognava sostituirli con nuovi insegnanti e riorganizzare il sistema scolastico. In questo contesto, l’Impero asburgico guidato da Maria Teresa e da suo figlio Giuseppe II creò le basi di una scuola pubblica gestita dallo Stato.




--> La diffusione della scuola elementare non aveva solo un fine educativo, ma anche sociale: un popolo alfabetizzato poteva essere più ordinato e moralmente saldo, senza però diventare “troppo critico”. Maria Teresa puntò su un’istruzione di base regolata dalla religione, che trasmettesse valori etici prima ancora che conoscenze avanzate. Anche Federico II di Prussia seguì questa linea: meglio prevenire i crimini educando i bambini alla legalità piuttosto che punire gli adulti.


 

 --> Un ruolo fondamentale lo ebbe l’abate Felbiger, che nel 1765 elaborò un nuovo modello di insegnamento, ispirato alle scuole protestanti ma adattato al contesto cattolico.                                                                                                                                                    Questo “metodo normale” prevedeva scuole esemplari che stabilivano la linea da seguire per tutte le altre. L’insegnamento era simultaneo e organizzato in fasi precise: lettura, scrittura, calcolo, catechismo.


 



--> Nel 1774 Maria Teresa firmò l’ordinanza che istituiva l’obbligo scolastico dai 6 ai 13 anni. Nacquero così tre livelli di scuola:

  • triviali, con un maestro unico e insegnamenti di base;

  • elementari maggiori, con più docenti e materie come storia e geografia;

  • normali, che offrivano anche disegno, geometria e corsi di formazione per futuri maestri.

Il sistema era molto organizzato: controlli regolari, ispettori locali e una vera “commissione centrale” a Vienna, antesignana del ministero dell’Istruzione. Alla morte di Maria Teresa, oltre la metà delle scuole era stata riformata.



--> Con Giuseppe II, le scuole minori divennero gratuite e si avviò una progressiva laicizzazione del corpo docente. I maestri non erano più solo religiosi: venivano formati con corsi specifici, concorsi ed esami, fino ad avere anche il diritto alla pensione. A Vienna, nel 1805, fu istituita la cattedra di Pedagogia, segno di una crescente professionalità. Tuttavia, il caso austriaco rimase un’eccezione: altrove l’istruzione elementare continuava a essere vista con diffidenza.




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Fino al XVIII secolo i maestri erano spesso sacerdoti o persone comuni che insegnavano per necessità. I libri di testo erano quasi sempre religiosi, e l’apprendimento si basava sulla ripetizione mnemonica di preghiere e catechismi. Con l’età teresiano-giuseppina, però, lo Stato impose il nuovo metodo normale e una formazione più rigorosa, spingendo i religiosi a lasciare il posto ai laici.




--> Durante la Restaurazione, in Lombardia e nel Veneto austriaco, le maestre laiche poterono accedere all’insegnamento dopo esami severi di pedagogia e didattica. Le scuole femminili si diffusero rapidamente e molte ragazze trovarono in questa professione un lavoro rispettabile. Questo segnò l’inizio di una vera modernizzazione della scuola, che aprì la strada al futuro sistema scolastico italiano.


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