Sociologia
Hannah Arendt: il processo Eichmann e la banalità del male Il film Hannah Arendt , diretto da Margarethe von Trotta, racconta uno dei momenti più controversi della storia intellettuale del Novecento: il processo al criminale nazista Adolf Eichmann e la nascita del concetto di “banalità del male” . Non è un film d’azione né un classico film storico: è un’opera profondamente filosofica e politica, che mette al centro il pensiero. La trama Nel 1960 Eichmann viene catturato in Argentina e portato a Gerusalemme per essere processato per crimini contro l’umanità. La filosofa tedesca di origine ebraica Hannah Arendt segue il processo come inviata del New Yorker . Arendt si aspetta di trovarsi davanti un mostro. Invece vede un uomo mediocre, grigio, burocratico, incapace di pensiero critico. Non un demone, ma un funzionario. Da questa osservazione nasce la sua tesi più famosa: il male può essere banale , cioè compiuto da persone ordinarie che rinunciano a pensare e si limitano a obbedire. Le s...